Dresda · 1 novembre 2019
Quando una ricerca smette di essere teoria.
Dopo aver scritto I Maya del Futuro, sentivo il bisogno di incontrare fisicamente una delle tracce che avevo studiato per mesi. Così sono finito in una sala blindata della biblioteca della Sassonia, davanti al Codice di Dresda.
La prima idea era tornare in Messico. Volevo rivedere luoghi, simboli e reperti che avevano già segnato il mio percorso. Poi, durante un corso base sul Calendario Maya, mi sono ricordato di una cosa che avevo perfino scritto nel libro: alcuni dei codici maya conservati oggi si trovano in Europa.
La domanda è diventata semplicissima: se sto cercando un contatto più diretto con la fonte, perché sto guardando dall’altra parte dell’oceano quando una delle testimonianze più importanti si trova a poco più di mille chilometri?
A volte sappiamo già l’informazione. Ci manca il momento in cui i puntini decidono finalmente di unirsi.
Sono partito con Francesca Chiara. Tredici ore di macchina, deviazioni, soste, una prima visita mancata perché il museo era chiuso per festività e, la mattina seguente, l’ingresso nella sala.
Ricordo soprattutto il silenzio. La luce concentrata sulla teca. Il fatto che, nonostante anni di studio, davanti a quel manoscritto la mente avesse improvvisamente molte meno cose interessanti da dire.
Quell’esperienza mi ha ricordato perché ho sempre avuto un rapporto un po’ sospettoso sia con chi crede a tutto sia con chi rifiuta tutto a priori. Mi interessa una posizione intermedia: la curiosità di chi prova.
Non ti chiedo di credermi. Ti invito a fare esperienza.
Non significa rinunciare al discernimento. Anzi. Significa smettere di usare “ci credo / non ci credo” come scorciatoia e domandarsi invece: cosa succede se entro davvero in relazione con questa idea, pratica o simbolo?
La visita a Dresda non mi ha consegnato una nuova qualifica. Ha fatto qualcosa di più utile: ha reso fisico un percorso che fino a quel momento era stato in gran parte studio, ricerca, sessioni e scrittura.
È una dinamica che continua a interessarmi anche oggi. La teoria può indicare una porta. Ma c’è un momento in cui devi attraversarla.
Questo testo è una rielaborazione sintetica del racconto personale di Cristian Milone sull’esperienza di Dresda del 2019. Le interpretazioni spirituali e simboliche sono presentate come esperienza e visione personale.